Molto spesso ci capita di non avere tanto tempo da dedicare alla preparazione del pranzo o della cena e si ricorre alle innumerevoli alternative “rapide” che offre il supermercato sotto casa. Una tra queste: i legumi in scatola.

Ma spesso, oltre che per mancanza di tempo, ci si affida a questi prodotti in quanto tendiamo a scegliere le soluzioni più semplici e comode. Ma prima che questa diventi un’abitudine ricorrente, è bene analizzare quali siano i pro e i contro per poter fare una scelta consapevole.

Quelli che troviamo tra gli scaffali, in vetro, tetrapack o  latta, sono prodotti precedentemente cotti e conservati secondo criteri che dovrebbero garantirne la conservazione a lungo termine.

Ma i valori nutrizionali di questi prodotti in cosa differiscono rispetto a quelli preparati in casa? Le differenze in macronutrienti non sono tante, ma ciò che può essere compromesso, nelle fasi di lavorazione del prodotto (prima e dopo

il consumo domestico) è il contenuto di micronutrienti quali vitamine e sali minerali.

Inoltre, basta leggere gli ingredienti riportati in etichetta per notare la presenza di sostanze aggiuntive, quali :

-Sale : in Italia il consumo medio di sale pro-capite è di circa 10-15 grammi al giorno, ovvero, 2-3 volte superiore a quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’eccessivo consumo di sale può determinare l’insorgere di ipertensione e delle relative problematiche dell’apparato cardio e cerebrovascolare. Leggere sempre le etichette e scegliere prodotti a basso contenuto di sodio. E’ importante, inoltre, sciacquare accuratamente i legumi prima del consumo.

-Zucchero, spesso aggiunto nei legumi per aumentarne la loro dolcezza (specie nei piselli)

-Esaltatori di sapidità, come il glutammato monosodico di cui abbiamo già parlato precedentemente.

-Additivi: come il cloruro di calcio (E509), un sale utilizzato come regolatore di acidità e la cui innocuità per la salute dell’uomo è ancora oggetto di studi.

Inoltre, il rischio di contaminazione da bisfenolo A (sostanza presente in recipienti di plastica e nei rivestimenti interni della latta) è un altro elemento che non va sottovalutato. 
Anche l’impatto ambientale, dovuto alla produzione, al trasporto, al lavaggio e al riciclaggio/smaltimento dei contenitori, può farci riflettere su quale sia la scelta migliore da fare.

A nostro parere, utilizzare legumi secchi, freschi o surgelati, e solo all’occorrenza prodotti precotti confezionati rappresenta la più saggia e salutare abitudine da coltivare…anche per poter provare il piacere di tuffare la mano in un sacco di legumi.

 

 

Approfondimenti:

http://www.sinu.it/documenti/Poster_SINU_WASH_2013.pdf

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_23_allegato.pdf

http://www.efsa.europa.eu/it/faqs/faqbisphenol.htm